Sannio: dagli osci ai romani
Pur avendone mutuato il nome, il territorio comprende solo una parte
del Sannio antico che, nella sua massima espansione (e cioè attorno al IV sec. a.C.),
abbracciava buona parte dell’Italia centro-meridionale. Oggi, i confini della provincia
coincidono quasi esattamente con la delimitazione naturale delle catene montuose
del Partenio, del Matese e della zona del Fortore, le quali superano i mille metri
d’altezza sul livello del mare e inscrivono un territorio di grande varietà geografica
ambientale che da sempre ha costituito ragione di forte attrazione per l’uomo.
Terra mistica e selvaggia, posta nel cuore dell’Appennino in una grande
conca montuosa ha nel Massiccio del Taburno un presenza morfologicamente suggestiva:
viste da Benevento le montagne somigliano ad un profilo femminile disteso che negli
anni gli è valso il nome di Bella Dormiente del Sannio.
Il Sannio fu segnato nel tempo dalla civiltà degli Osci e dei Sanniti
per poi subire quella romana, che ne mutò il nome (dopo la conquista) da Maleventum
nel più scaramantico Beneventum.
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