Tra voli d’angelo e gigli di
grano
L’Irpinia, nei secoli, ha conservato intatte
le multiforme immagini dei centri medievali e le sue più raffinate tradizioni enogastronomiche
ed artigianali. Nel mondo rurale sono molto avvertite le tradizionali feste popolari
e religiose, che divengono un omaggio per il buon raccolto o per esorcizzare carestie.
Tra le più scenografiche sicuramente il “Volo dell’angelo” che a Prata di Principato
Ultra, come a Gesualdo, viene fatto librare per chiedere indulgenze e grazie divine.
La Devozione degli Irpini si palesa con doni simbolici rivolti ai Santi o alla Vergine,
come a Mirabella Eclano, durante la “Festa del carro” in cui, con evidente riferimento
alla fertilità, viene creato e portato in processione un grandioso obelisco di 25
metri d’altezza, interamente realizzato con paglia intrecciata.
Lo stesso avviene a Flumeri dove, invece,
sono i giganteschi “Gigli di grano” ad essere immolati in onore di San Rocco.
Da non dimenticare la travolgente carica
del Carnevale, festa fortemente avvertita in tutta la provincia, che coinvolge fatalmente
con le sue “Zeze” e le sue tarantelle spettatori e figuranti.